Società partecipate, via alle dismissioni. La Cisl: “Serve cautela, tutelare i lavoratori”

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Stop alle società in perdita, quote rosa nei consigli di amministrazione, poltrone vietate ai dipendenti pubblici. Sono le nuove regole imposta dalla riforma Madia alle società partecipate di Regione, Comuni e Liberi consorzi. La legge prevede che entro l’anno venga fatto un censimento, una ricognizione per individuare gli enti che vanno dismessi. A rischio ci sono migliaia di lavoratori e la Cisl, per voce del segretario generale in Sicilia, Mimmo Milazzo, lancia l’allarme: “Invochiamo estrema cautela e attenzione alle tutele di legge. Pensiamo a una commissione permanente sindacati-Anci-Regione che affronti nel miglior modo, congiuntamente, l’impatto enorme che, sull’economia e la società dell’Isola, avrà il primo testo unico nazionale per il settore”. I lavoratori licenziati finirebbero nell’albo unico regionale da cui le altre società attingeranno al bisogno.
Unica Partecipata siciliana che il testo unico nazionale lascia fuori dall’ambito di applicazione delle nuove norme è l’Irfis che, assieme ad altre 34 società a controllo pubblico, è parte dell’elenco contenuto nel decreto 175 e dunque viene salvata.

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